Affare fatto di Maddalena A. Cecere

di | 20 Dicembre 2018

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Affare fatto

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Titolo: Affare fatto

Nome del file: Affare Fatto.pdf

Data di rilascio: November 12, 2018

Copertina flessibile: 393 pagine

Autore: Maddalena A. Cecere

Sceglierla come finta fidanzata è stato il miglior affare di sempre.
Un affare che rifarei all’infinito.
L’affare della mia vita.

Isabel è una persona solare, socievole e affabile, ama il suo lavoro, ha tanti amici e…
Resettiamo tutto e ricominciamo.
Isabel è una musona, ama la solitudine, non si è mai innamorata, odia il suo lavoro e il suo capo, ma soprattutto il mattino. Ah, la tipa è estremamente vendicativa.
Samuel cerca una finta fidanzata da portare a casa per le vacanze, ma è più facile a dirsi che a farsi. Il suo unico intento è quello di scoraggiare sua nonna che ha come unico obiettivo quello di accasare il nipote. Ormai prossimo all’esilio, si imbatte in una cameriera poco cordiale e piuttosto aggressiva: la candidata ideale.
Indovinate chi è?
Esatto, avete capito bene.
Convincerla ad aiutarlo non sarà facile, portare a termine il piano che hanno concordato si rivelerà un’impresa ardua, ritornare ognuno alla propria vita sarà infattibile.
Due persone totalmente diverse.
Una famiglia invadente.
Un affare che li metterà a dura prova.
Un’attrazione incontenibile.
Un passato difficile.
Un amore impossibile.
O forse no?

Isabel annuisce soddisfatta e si appresta a lasciarmi solo con una certa urgenza. Incrocio le braccia e attendo l’inevitabile: guardare la mia ultima possibilità sfumare… Ma qualcuno dall’alto decide di abbracciare la mia causa e – udite, udite – la macchina della psicopatica decide di abbandonarla proprio questa sera. Mi godo la scena in religioso silenzio, guardo Isabel provare e riprovare ad avviare il veicolo, sbuffare e infine rassegnarsi, dando un colpo al volante.
Come si dice? Morte tua, vita mia. Mi dispiace per lei, davvero, ma sono contento per me. Potrei addirittura ridere della situazione, ma non sono crudele e non mi piace infierire. Vedete, non sono poi così terribile.
Scende dalla macchina, incavolata nera, sbatte la portiera e dà un calcio alla gomma anteriore. Certo, dopo un simile trattamento il suo veicolo di sicuro partirà.
«Problemi?» domando, cercando in tutti i modi di mascherare il mio compiacimento.
«Ma chi sei, l’uomo delle ovvietà?».
Questa volta non riesco a trattenermi e rido in modo incontrollato. Isabel, com’è giusto, non sembra apprezzare il mio comportamento e mi fissa in modo truce.
Bene, cerchiamo di farci perdonare…
«Sai, io ho una macchina…» la butto lì.
«Anch’io, come puoi constatare». Indica il suo veicolo con la mano.
«Ma la mia è funzionante» le faccio notare.
Batte un piede a terra e incrocia le braccia al petto. «Penso di odiarti».
È perfetta, la candidata ideale.
«Posso darti un passaggio?» propongo. Isabel guarda la sua macchina e poi me, è chiaramente indecisa e devo giocarmela bene. «Non sono un serial killer».
«A mio parere porti iella, e questo non fa di te un uomo innocuo a prescindere. Che non sei un serial killer, poi… Ci sono serial killer che ammetterebbero mai di esserlo?».
«Ma io non lo sono, quindi non ho nulla da ammettere».
Ci pensa ancora ed è pronta a cedere, me lo sento.
«Come sintonizzi il volume della TV e della radio?».
Ragazzi, questa tipa sta seriamente messa male.
«Eh?».
«Rispondi» mi esorta.
Esattamente cosa vuole sapere?
«Puoi spiegarti meglio?».
Sbuffa scocciata e alza, per la milionesima volta, gli occhi al cielo in un chiaro segno di insofferenza. Alla fine quella scocciata è lei? Cosa da non credere.
«Pari o dispari?» mi esorta.
È seria?
Ve lo state chiedendo anche voi? Bene, vi comunico che è seria, non batte ciglio e aspetta la mia risposta.

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